giovedì 7 ottobre 2010

Les Amours Imaginaires

Uscite i taccuini e segnatevi questo nome: XAVIER DOLAN.
E poi magari passateci sopra anche un evidenziatore. Perché? Perché questo canadese di Montreal è al suo secondo film e ha tutta l’aria di uno che nella storia del cinema c’è entrato per restare. Del resto, non sono la sola a pensarlo: i suoi film sono stati entrambi selezionati per il Festival di Cannes, il primo nel 2009 (portandosi via tutti i premi esistenti della Quinzaine des Réalisateurs) e il secondo nel 2010 (nella sezione Une Certaine Regard, ricevendo circa 8 minuti di applausi a fine proiezione). Dolan è uno che fa letteralmente tutto: scrive, dirige, produce, recita, fa il montaggio, si occupa della direzione artistica, della musica e nell’ultimo film pure dei costumi. Notevole, vero? Eh sì, soprattutto se tenete conto di un piccolo particolare: la sua età. Perché Dolan di anni ne ha 21.
Ha scritto il suo primo lungometraggio che ne aveva 17. Tema? Vediamo… playstations? primi problemi con le ragazze? paura di affrontare il mondo esterno? No, non proprio. Il suo primo film, dal titolo non-ve-lo-mando-certo-a-dire: J’ai tué ma mère (Ho ucciso mia madre), è un racconto semi-autobografico del rapporto più che burrascoso tra un adolescente gay (Dolan stesso, ovviamente) e sua madre, divorziata, e single, che cerca di crescerlo. Un vero 400 Colpi in salsa québécoise, con litigate mostruose, dialoghi fiume, e la zazzera alla Morrissey di Dolan onnipresente e al limite del fastidioso. Perché, forse è inutile specificarlo, questo ragazzo o lo si ama o lo si odia, senza mezzi termini. Personalmente, io ne vado pazza, per una semplice ragione: adoro le persone che hanno il coraggio delle proprie azioni. Che ci credono così tanto, in qualcosa e nel loro talento, da essere pronti ad andare contro tutto e tutti. E Dolan è esattamente così (leggenda narra che abbia tatuato sul ginocchio destro una citazione di Cocteau: “L’oeuvre est une sueur”. L’opera è una sudata). Il ragazzo ha parecchie cose da dire e le vuole dire a tutti i costi, e pure a modo suo. E’ evidentemente di un egocentrismo pauroso, ma non lo nasconde. Ed essendo una persona intelligente, è dotato di sufficiente ironia per ammetterlo e farlo capire agli altri. Il suo secondo film, Les Amours Imaginaires, è una conferma del suo grande talento (perché un primo film lo puoi azzeccare, ma il secondo no, lo devi proprio saper fare). Francis e Marie sono due amici che, nel corso di una cena, hanno un colpo di fulmine per lo stesso ragazzo, Nicolas, un efebo dai bei boccoli d’oro (praticamente la versione bionda di Louis Garrel e, non vi dico di più, ma non faccio questo nome a caso). Da quel momento, tra loro ha inizio una lotta elegantemente senza quartiere alla conquista dell’oggetto del desiderio. Il quale, ovviamente, sembra fare di tutto per confondere le idee ai due contendenti. Si tratta, come dice esplicitamente il titolo, di un amore immaginario, di qualcosa che non esiste, di un sentimento che non c'è, di un film che si fanno nella testa Francis e Marie. E’ un tema universale, da cui nessuno - temo - si possa dire immune (per altro le scene del film sono inframmezzate da monologhi in stile documentaristico nei quali dei giovani canadesi raccontano le loro pene d’amore immaginario). Tutti ci siamo innamorati di qualcuno che nemmeno sapeva della nostra esistenza, quando avevamo 20 anni, e Dolan e la sua amica non fanno differenza. Solo che loro lo fanno con stile.
Sin dalla bellissima scena iniziale, con Marie e Francis filmati di spalle davanti a un lavandino che si voltano a turno per osservare Nicolas, e continuare poi nel gioco di sguardi ed interrogazioni rigorosamente filmati in slow-motion per capire chi è interessato a chi. Meravigliosa tutta la sequenza (con Bang Bang cantata da Dalida in sottofondo) della loro preparazione per la festa di compleanno di Nicolas, dove si presentano con regali troppo belli e in abiti troppo raffinati rispetto all'occasione. Le scene di ralenti, già presenti nel primo film ma che qui letteralmente straripano, sono una delle cifre stilistiche di Dolan, il quale è stato accusato di esagerare e di copiare Wong Kar-Wai. Lui ha candidamente risposto in un'intervista: "Non è che Wong Kar-Wai ha il monopolio delle scene di ralenti, se le voglio fare anch'io ne avrò pure il diritto!" Ve l'ho detto, che questo non ha paura di niente. Del resto non ha nemmeno paura di essere crudele, di mostrare sprazzi di follia, di rabbia o disperazione e non risparmia, né a se stesso né agli altri, dei momenti imbarazzanti e squallidi.
Bravissimo anche come interprete, Dolan è capace di scegliere bene i suoi attori: Monia Chokri è perfetta nella parte della legnosetta ma deliziosa Marie (e che qualcuno mi dia l'indirizzo del negozio vintage dove hanno comprato i suoi abiti perché voglio DUE DI TUTTO), mentre Niels Schneider è altrettanto perfetto nel ruolo del bello e irraggiungibile, ma soprattutto: che piacere ritrovare l'incredibile Anne Dorval, la mamma un po' ringarde che Dolan voleva ammazzare nel suo primo film, qui diventata la madre iper-moderna (forse per vendetta) di Nicolas.
Che volete che vi dica? C'è qualcosa nella sfrontatezza e nella insopportabilità di Dolan che me lo rendono irresistibile. Ho visto questo film domenica sera e non c'è verso di farlo uscire dalla testa (e nel frattempo sono stata al cinema altre due volte), forse perché gli amori sono immaginari, ma il talento del regista, quello, è reale.

13 commenti:

  1. non so perché, ma il suo primo film mi interessa tantissimo. per adeso guardo il trailer su you tube
    http://www.youtube.com/watch?v=tDa0CkKjfsk
    Piperita

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  2. mi hai incuriosito...

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  3. Sono felicissima di avervi incuriosito. Era proprio quello che volevo!!! Poi spero anche che vi piaccia.

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  4. ma che descrizione ricca di contenuti e passione brava francesca, poi per quanto riguarda le tematiche da quanto descritto da te del regista forse sono meno incuriosito perchè io amo di più le visioni d'insieme che le ansie da vicino di persone narcise .. anche se questa è la tendenza della nostra epoca.. per intenderci ghandi è il mio film preferito in questo momento dove un messaggio importante si lega ad un film fatto con minuzia e amore totale dove prevale il collettivo. Noi uomini siamo molto più belli quando entriamo in relazione con gli altri cercando di non deformare la realtà a nostra immagine e somiglianza. E per portare messaggi devi amare molto il genere umano. Non so se questo regista ha il respiro per farlo l'estetica non è tutto il narcisismo è ben poca cosa... in ogni caso davvero appasionante il tuo racconto.

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  5. Sai, Federico, di film dall'estetica perfetta ne ho visti a migliaia e non è che mi abbiano fatto impazzire. Se sotto non c'è "ciccia", me ne faccio assai delle immagini meravigliose. Ma Dolan di cose da dire ne ha tante. E' vero che parte dal personale/particolare, ma lo fa in maniera talmente "totale" che atterra nell'universale. Poi mi fa ridere tantissimo, i suoi film mi mettono una gioia un po' insensata. E grazie di tutto quello che mi scrivi!

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  6. già solo a guardare il trailer penso che possa essere tra i miei registi odiati preferiti. nel senso che sento che potrei odiarlo, ma con originalità, il che è già qualcosa (onestamente: è difficile farmi uscire incazzato dal cinema come ha fatto quel ... di Lars Von Trier con Antichrist). in generale temo molto l'utilizzo del ralenti e non spasimo per wong kar-wai (al quale avevo pensato guardando il trailer, prima di leggere il tuo post). ciò detto, se avremo l'occasione di vederlo in italia (perchè accidenti ho come la sensazione di no?) correrò a vederlo, non solo per la grande fiducia che ho nel tuo giudizio, ma anche perché non vedo l'ora di correre al cinema prevenuto e farmi stupire contro ogni pregiudizio! si vede comunque già dalle immagini che il ragazzo è sveglio assai...

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  7. Il concetto di regista odiato preferito è bellissimo. Lo adotto subito. Ma non per Dolan, e tanto meno per Von Trier. Il prologo di Antichrist per me è un capolavoro, il resto del film un po' meno, però è uno di quei registi che adoro perché è impossibile uscire dalla visione di un suo film "indifferenti". Che è già tantissimo, nella vita. Su Wong Kar-Wai invece sono un po' di parte, ti dico solo che colleziono libri/DVD/poster di In The Mood for Love. Ecco, giusto per dare un'idea.
    E comunque questa settimana vado a rivedere il film di Dolan, perché non riesco a dimenticarlo, allora tanto vale tornare sul luogo del delitto! Poi ti farò sapere come regge alla seconda visione.

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  8. Complimenti per il blog!
    Condivido ogni parola che scrivi su Xavier Dolan. Il film l'ho visto a Cannes e in effetti è stato un trionfo! Per me l'unica vera perla tra gli oltre 20 film che sono riuscito a vedere quest'anno al festival.
    Mi ha impressionato anche quanto "Les amours imaginaires" sia stilisticamente diverso da "J’ai tué ma mère".

    Credo che il film non abbia trovato una distribuzione italiana. Cosa assurda (ma i distributori l'hanno visto?), perché il film mi sembra avere indubbiamente (oltre a tutto il resto) un buon potenziale commerciale.

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  9. Grazie Alessandro per il tuo sostegno su Xavier Dolan! Guarda, la cazzutaggine dei distributori italiani non finirà mai di stupirmi. Se non fanno circolare un film come questo, dimmi tu che cosa faranno mai vedere di interessante in Italia... e infatti...

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  10. Dove posso trovarlo questo film??
    Vorrei tanto vederlo!!

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  11. Cara lettrice, in Italia non so se arriverà mai questo film, purtroppo... Il DVD in Francia forse uscirà per la fine dell'anno... se riesci ad attendere...

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  12. Bonjour "Zazie" !
    ravi de te retrouver ici après le dernier dîner...
    j'avais aussi été pas mal chamboulé par les Amours Imaginaires, effectivement esthétique (voire esthétisant, trop?) et sans doute ai-je trouvé le film un peu trop torturé pour passer de l'intérêt à l'attrait.
    Mais la photo est superbe, et les ralentis vraiment chouettes, c'est rare au ciné (ça me rappelle la palme d'Or de ces dernières années 4 mois, 3 semaines, 2 jours, où la scène à table est incroyable de lenteur et tellement captivante).
    A bientôt!
    Gabriel

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    1. Bonjour Gabriel!
      Ravi de savoir que tu as regardé mon blog. A bientôt!
      Zazie

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