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lunedì 21 marzo 2016

More Winter Movies

A grande richiesta, dato che i miei lettori sembrano aver apprezzato i miei consigli per i film in uscita nelle sale in questo periodo, ecco qua un’altra mini-lista di cose da vedere o da evitare. Perché è vero che è appena iniziata la Primavera ma, almeno qui a Parigi, il sole caldo e il cielo azzurro sono ancora un sogno lontano.... tanto vale buttarsi in un cinema! 
El Clan di Pablo Trapero (Argentina)
Se pensate di venire da una famiglia disfunzionale, tranquilli, dopo aver visto questo film la rivaluterete di sicuro.
Basato su una storia vera, El Clan riporta le gesta (ahimé non eroiche) di Arquimedes Puccio, sua moglie e i suoi cinque figli. Nei primi anni ’80, dietro una facciata di rispettabilità, il padre è a capo di una banda che rapisce giovani rampolli delle famiglie ricche di Buones Aires: gli ostaggi vengono nascosti in una stanza di casa Puccio fino a quando non viene pagato il riscatto, dopo di che, vengono ammazzati senza alcuna pietà. Padre e madre sono evidentemente e silenziosamente d’accordo, i figli un po’ meno: alcuni sono piccoli e non si rendono bene conto di cosa succede, un altro fugge perché non ce la fa più a sopportare la situazione e altri due decidono più o meno consciamente di dare una mano al padre nella gestione degli “affari di famiglia”.
Film quasi alla Scorsese ma senza il senso di colpa che rode dentro e senza la minima ombra di redenzione finale, El Clan rapisce (è il caso di dirlo) per il racconto compatto e scorrevole di questo mostro senza pietà, il padre dei Puccio. Freddo, crudele, manipolatore, in grado di ingannare il mondo grazie ad un’aria rispettabile e quasi innocente, capace di rimproverare ai figli di non essere abbastanza riconoscenti di “tutto quello che fa per loro”, insomma un essere umano davvero orrendo. Attraversato da uno humor nero piuttosto irresistibile, il film ha il pregio di rivelare al mondo (pare che in Argentina sia già molto famoso) un attore straordinario, Guillermo Francella.


Right Now, Wrong Then (Un jour sans, Un jour avec) di Hong Sang-soo (Corea) 

Giustamente considerato l’Eric Rohmer de noantri coreani (del Sud), Hong Sang-soo torna, dopo quel piccolo gioiello di Hill of Freedom, con un’altra delle sue storie così ordinarie da diventare straordinarie. Un regista di film indipendenti (ma guarda, chissà a chi si è ispirato?), arriva da Seoul in una piccola cittadina di provincia per partecipare alla proiezione di un suo film seguito da dibattito. Arrivato per sbaglio un giorno prima, visitando un templio si imbatte in una bella fanciulla, una pittrice, con la quale inizia a chiacchierare. Dopo aver preso un caffé insieme, la ragazza gli mostra il suo atelier e i suoi lavori, poi vanno a cena e si ubriacano un po’, e finiscono la serata nel locale di alcuni amici della ragazza. Il regista flirta da morire con la pittrice senza grande successo e si ritrova alla proiezione del suo film di pessimo umore e con la voglia di litigare con tutti. 
Ecco, questa è la prima parte del film. La secondo parte è esattamente la stessa storia ma, grazie a scarti minimi di dialogo e situazioni, il finale sarà diverso. 
Idea già vista, direte voi, certo, ma questo regista ha un modo tutto suo, pieno di una grazia impacciata e incantevole, di raccontare le cose, e anche il coraggio, piuttosto raro, di far bella mostra delle umane debolezze. Insomma, una vera delizia. Consigliatissimo.
Astenersi quelli che “la mia signora ci vuole la trama!” (e in premio un bacio di Zazie a chi coglie questa citazione).



Room di Lenny Abrahamson (US)

Una ragazza poco più che ventenne festeggia il quinto compleanno di suo figlio Jack chiusa in una stanza. Non si tratta della stanza di una casa, ma del capanno di un giardino, nel quale è stata rinchiusa 7 anni prima da un uomo che l'ha rapita, l'ha violentata (e continua a farlo) e ha trasformato la sua vita in un incubo. Jack è il figlio di questo bruto, dal quale per quanto possibile lei l'ha sempre tenuto lontano, un bambino che non ha mai conosciuto niente altro, nella vita, che le quattro pareti del capanno e il resto del mondo attraverso le immagini della TV. Quando, con un furbissimo stratagemma, il bambino riesce a fuggire e a far liberare anche sua madre, i due si ritrovano per la prima volta insieme nel mondo là fuori. E le cose non saranno facili né per la madre né per il figlio.
Storia agghiacciante e soggetta ad altissimo rischio strappa-lacrime, Room si rivela invece un film di grande impatto emotivo grazie ad una solidissima sceneggiatura, all'idea vincente di far vivere il film attraverso gli occhi di Jack e alla bravura dei due attori protagonisti: Brie Larson nella parte della madre (fresca di Oscar per questo ruolo) e, soprattutto, il piccolo Jacob Tremblay in quella di Jack. Attore di soli 9 anni con all'attivo già 15 film, riesce ad esprimere una vastissima gamma di emozioni, paure e sentimenti con una sottigliezza e una precisione tali da lasciare letteralmente strabiliati.
Come non fosse candidato anche lui all'Oscar, quest'anno, resta per me un grande mistero.

Brooklyn di John Crowley (Ireland/US)

Tratto dal romanzo di Colm Tóibin e sceneggiato da Nick Hornby, Brooklyn è la storia di Ellis, una ragazza che negli anni '50 lascia Enniscorthy, piccola cittadina del sud-est dell'Irlanda, per andare a lavorare a New York. Qui, mentre fa la commessa di giorno e la studentessa di sera, conosce Tony, un italo americano. Quando le cose sembrano mettersi bene, Ellis riceve dall'Irlanda la terribile notizia che la sua unica sorella è morta e la madre è rimasta sola. Sposatasi in gran segreto prima di partire, una volta in Irlanda Ellis si ritrova in preda al dubbio. Un ragazzo del posto, ricco e carino, si mette a farle la corte, ci sono nuove opportunità di lavoro e la madre vorrebbe che lei restasse lì. La decisione che deve prendere per il suo futuro, non sarà impresa facile.
Film dall'impianto classico e sorretto da un'ottima regia, Brooklyn si ricorda soprattutto per la sua atmosfera. Permeato da un senso costante di nostalgia, di cose perdute, perennemente in bilico tra l'energia e la modernità di New York e la solidità e le vecchie (e a volte brutte) abitudini di un'Irlanda rivolta al passato, le immagini ci trascinano lentamente ma inesorabilmente nel dilemma di Ellis. E' questa maniera sottile, questo mai sbandierato tormento a rendere Brooklyn un film piuttosto speciale.
Per il completo gonna+golfino+occhiali da sole+borsetta di paglia che sfoggia Ellis nella scena di Coney Island, io personalmente sarei pronta a lasciare uno stipendio.

The Revenant di Alejandro González Iñarritu (US)

E insomma dopo mesi di trepidante attesa, ecco il film che tutti aspettavamo di vedere. 
Il nuovo Iñarritu (a distanza di un anno appena dall'exploit di Birdman), il film grazie al quale Leonardo Di Caprio è finalmente riuscito a ricevere la tanto agognata statuetta, l'opera d'arte per cui stuoli di attori e tecnici hanno trascorso mesi d'inferno, tra gelo e natura inospitale, pur di catturare la magia di luoghi incontaminati e la luce del sole al tramonto attraverso le fronde degli alberi (stesso cinematographer di Tree of Life, a posto così). 
Ecco, tutto questo gran daffare per raccontare la storia di una comunissima e banale vendetta, quella di un uomo a cui hanno ammazzato un figlio e che, pur di riuscire a far fuori il colpevole stronzo, nell'ordine, sopravvive a: l'attacco mostruoso di un'orsa grizzlie alta due metri e mezzo, la nuotata (sempre mezzo morto) tra  rapide d'acqua gelida che manco un'atleta olimpionico, la traversata di non si sa quanti chilometri di terra innevata mangiando due bacche e un animale morto che fa asado perché hey, noi uomini veri accendiamo il fuoco pure con due pietruzze, la caduta da un'altezza inimmaginabile con cavallo appresso nella cui carcassa, dopo lo schianto al suolo, si nasconde per stare al calduccio e almeno quattro attacchi degli indiani con archi e frecce. Bene, e quando trova il colpevole che fa? Lascia decidere della sua sorte l'entità che è lassù nell'alto dei cieli. Che, dovesse risorgere oggi, un paio di domandine a Iñarritu secondo me le farebbe. 
L'unica cosa bella del film è la musica di Ryuichi Sakamoto e Alva Noto
Fate voi.

giovedì 23 luglio 2015

Summer Movies

Summer is never considered a good time for movies: who wants to hide in the darkness of a cinema when outside the sun is shining and you can have a cocktail lying down on a deck chair? 
Well, I do. I like to go to the movies anytime, all year long. Sunny, rainy, snowy days, any day is perfect for a good film.
In case you have the chance to live in Paris and you want to relax and enjoy a couple of hours comfortably seated in a fresh spot (air conditioning, anybody?), here are Zazie’s suggestions for the best movies in town:

AMY by ASIF KAPADIA (UK)
If you are an Amy Winehouse fan, you probably don’t want to miss this documentary on her life and (tragic) death. 
The film-maker received a worldwide praise for his biopic on another famous figure, the Formula One pilot Ayrton Senna, and now he has pointed his camera towards this outstanding artist, victim of her own fame and self-destructive nature.
Kapadia had access to unseen archive footage of Winehouse (even from her teenage years), coming from friend and first producer Nick Shymansky. The parabola of the singer is clearly shown and it is easy to understand that behind her craving for love there was a lack of the same thing when she was child (thanks, mum and dad!). But the worst influence of all has been the one of her husband, Blake Fielder-Civil, a real piece of shit. He is the one who introduced her to drogues such as cocaine, crack and heroine (thanks, honey!), not to mention all the rest. To witness the inability of Amy Winehouse to take care of herself and to sink into depression and any kind of addiction is painful and unbearable. And it is heart breaking to hear her incredible voice and to understand what she could have done with it if only things had turned out differently.

What a shame.

HILL OF FREEDOM by HONG SANG-SOO (KOREA)
If you are an Eric Rohmer’s fan or if you love movies where there is no much going on (I personally adore them), this is the summer flick for you. 
Kwon comes back to Seoul after a period of illness recovery in the mountains, and she finds a bunch of letters from a Japanese guy, Mori, waiting for her. The two had a short affair a while before and Mori, who is in love with Kwon, has decided to surprise her and to visit her from Tokyo without any notice. Since Kwon is not there, Mori spends his days writing letters seated in a café, the Hill of Freedom. In the meantime, he gets to know people who live around Kwon’s place: the waitress of the café and the guests of the small bed & breakfast where he is staying. Will the couple be able to get together?
This is one of the sweetest movies I have ever seen in my life, and God knows if we need a bit more of tenderness and kindness in this world. The way the story is told (Kwon has dropped the letters in the stairs so she is reading them in a random sequence), the way the characters speak (in the most elementary English, since the Korean characters don’t speak Japanese and Mori doesn’t speak Korean), the funny and delicate dialogues, make Hill of Freedom an irresistible and incredibly poetic feel-good movie.
Zazie is crazy about it!

INFINITELY POLAR BEAR by MAYA FORBES (US)
If you love tenderness, then there is another movie you don’t want to miss: Infinitely Polar Bear. 
Written and directed by Maya Forbes, the film is autobiographical and infinitely touching. Forbes relates her childhood and teenage years spent in Boston with a manic-depressive/bipolar father who was taking care of her and her younger sister while their mother was studying and working in NY trying to provide a better future for her daughters. Cameron, the father, is as crazy as irresistible. He tries his best but life with him is a rollercoaster, both practical and emotional, where big crises mix with moments of bliss. Basically: it’s a mess, but a beautiful one.
I have to admit that I went to see this movie for one particular reason: Mark Ruffalo. I always loved this actor but since I am following him on Facebook, I’m just crazy about him. He genuinely looks like a fabulous human being and every time he is posting something I feel the urge to forward it to the world!
His performance is astonishing here, but also the rest of the cast is very good: Zoe Saldana as the mother and the two adorable young actresses Imogene Wolodarsky (who is Forbes’s real daughter… hello Mr. Freud!), and Ashley Aufderheide.

Please don't miss this tender thing!

LA ISLA MINIMA by ALBERTO RODRIGUEZ (SPAIN)
If you loved True Detective – Season 1, you’re going to adore La Isla Minima by Alberto Rodriguez
Set in 1980 in the marshlands of Andalucia (filmed as if it was Louisiana), the movie tells the story of two detectives, very different in age and style, who are called from Madrid to inquiry the disappearance of two girls. When the girls are found raped and killed, the investigation turns from complicated to grim.
Superbly filmed, this perfect film noir has been last year’s big hit in its own country (winner of 10 Goya prizes, the Spanish Oscars). The sticky atmosphere, the contrast between the older detective (who used to work for Franco’s militia) and the idealist younger one, the sense of oppression mixed with the difficulties of a country that is trying to switch from a dictatorship to a democracy are the juicy elements of this story.
The actors playing the two detectives are absolutely amazing: Javier Gutierrez and Raul Arevalo (if you think you already saw his face the answer is yes: he was one of the three dancing stewards in Almodovar's Los Amantes Pasajeros).

A seasonal must-see!

 WHILE WE'RE YOUNG by NOAH BAUMBACH (US)
If you like Woody Allen, you’ll probably love the new Baumbach’s movie. 
Cornelia and Josh are a married couple in their 40something, without kids, very wealthy and working in the documentary field (he’s a documentarian, she’s a producer). They met by chance a married couple in their 20something, Jamie and Darby, and they become friends. Jamie wishes to be a documentarian too and he declares to be a super fan of Josh’s work. Very impressed by the young couple’s life-style, Josh and Cornelia start to slightly change their own way of being. This is going to have consequences, of course.
I have to confess I was a bit disappointed by this movie, since I was so crazy about Frances Ha, Baumbach’s previous film. I think the screenplay has evident flaws: there is something missing here, as if the film-maker wasn’t completely sure of what he was trying to say. Pity, because it is an enjoyable movie, with some great ideas and some incredibly funny moments (the meeting with the guru that makes you puke your demons was my favourite one!). And the cast is super good.
So, even if it is not perfect, it’s still a very good Summer Movie. Go for it!

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